The Girls are back: Una mamma per amica, il sequel

Alzi la mano chi non ha mai desiderato almeno una volta avere per madre una Lorelai Gilmore qualunque. Bè io si. Ho visto e rivisto la serie almeno cinque volte e per un momento ho pensato di chiamare mia figlia Aurora solo per giustificare il nickname Rory. Quando qualche mese fa ho letto la notizia del sequel Gilmore Girls: a Year in the Life, capirete che a momenti mi parte l’embolo. Perché diciamocelo, c’erano ancora un sacco di questioni irrisolte, o per lo meno la voglia di sapere cosa sarebbe successo nelle vite di mamma e figlia.

ALLERTA SPOILER!

Alcune cose di questa mini serie sono state veramente fighissime – primi fra tutti gli elementi ‘contemporanei’: il gay pride (ma a Stars Hollow non ci sono abbastanza gay), il wi-fi da Luke (che lo fa impazzire, com’è ovvio che sia), i riferimenti a Game of Thrones (Yes, khaleesi!). Che Rory restasse incinta nel corso degli episodi era quasi scontato, così come il matrimonio tra Luke e Lorelai. Tra i personaggi top che mi sono piaciuti in questi episodi ci sono:

Rory: molti sono rimasti delusi da Rory, quasi gongolanti nel vedere che da perfettina qual era non ha concluso nulla nella vita e non è riuscita a sfondare come giornalista. A me invece questa Rory più sfigata non è dispiaciuta. Quanti di noi partono con determinate ambizioni e poi per i motivi più disparati, finiscono nel mezzo di una crisi esistenziale? Quanti, dopo aver cercato e sperato di lavorare nelle locations più prestigiose tornano all’equivalente della Stars Hollow Gazette – ad un lavoro modesto ma confortante e familiare? Quante pensano di aver trovato finalmente uno scopo nella vita – scrivere un libro – e poi scoprono WTF di essere incinta e mo che faccio? Finalmente, “com’è umana lei!”

Emily: Emily è forse il personaggio che esce meglio di tutti alla fine. Mandare a cagare le DAR e trasferirsi sull’isola di Nantucket per i fatti suoi con la sua nuova famiglia allargata di housekeepers messicani che finalmente tratta come esseri umani (vi ricordate com’era stronza con le governanti?) e un nuovo ‘amico’ è esattamente la mia idea di come reagire degnamente ad un lutto. Vai Emily, ti perdono anche il lavoro al museo dei balenieri.

Jess: Jess ha fatto strada, da bad boy a scrittore/editore di medio successo. Sicuramente sembra più sistemato di Rory, tanto da darle lui stesso l’idea di scrivere un libro (e la trama, cioè più di cosi che vuoi?). Da come finisce la serie, sembra ovvio che è ancora innamorato di Rory e potrebbe finire – sempre se Rory terrà il bambino (anzi la bambina, quasi sicuramente se no il titolo Gilmore Girls va a puttane) – con l’essere per lei quello che Luke è stato per le ragazze Gilmore, in un loop senza fine.

Logan: a me Logan piace. Sarà stronzo, ricco e biondo ma è sempre stato uno dei miei preferiti, non fosse altro che per le cazzate che combina con la brigata della vita e della morte. Anche qui è inevitabile tracciare un parallelo con Christopher (anche se Logan sembra meno debole di quest’ultimo) – il ragazzo di buona famiglia che i genitori vogliono destinare al successo e ad una fighissima ereditiera. Chissà, in un’eventuale nuova stagione che fine farà.

Colin, Finn e Robert: immutati e coglioni come prima. Finn è un figo e io lo amo.

Paris: non c’è bisogno di commentare. Fantastica come sempre.

Christopher: sempre un bell’uomo e per nulla invecchiato. Io comunque ho sempre tifato per lui.

April: la vogliamo così, universitaria e alternativa.

Chi non mi è piaciuto:

Luke e Lorelai: scontati, stereotipati, con dinamiche che si ripetono uguali alle stagioni precedenti, ancora sono li a dirsi ti sposo non ti sposo. Il momento sabbatico di Lorelai che dovrebbe fare la Pacific Crest trail non ha molto senso nella trama (infatti poi non lo fa), sembra un elemento buttato un po’ a casaccio.

Dean: che due palle. Già come fidanzato era noioso, da adulto padre di quattro marmocchi è ancora peggio. Bocciato.

Il musical: orripilante. Non capisco il senso di occupare mezz’ora di episodio con questo musical cittadino. E qualcuno mi spieghi cosa è successo a Miss Patty che ora sembra un Bassett Hound.

 

I Palladino l’hanno rifatto. La serie è bella ma ti lascia sulle spine, della serie: e dunque? Amy Sherman ha detto in un’intervista che era esattamente cosi che doveva andare, voleva creare ciclicità e far intendere che Rory ripercorrerà le orme della madre, lasciando però il finale in sospeso. Ok. E QUINDI? Rory terrà il bebè? Lo dirà al padre? Lavorerà a Stars Hollow? Se Emily e Lorelai sembrano aver concluso un ciclo personale, la vita di Rory è ancora un’incognita. Quindi, Amy Sherman, vedi di non fare troppo la stronza e facci sapere che succede, possibilmente non fra 10 anni.

 

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2 thoughts on “The Girls are back: Una mamma per amica, il sequel

    • Si io le ho trovate in streaming, in inglese ma credo ci siano anche in Italiano…basta spulciare un po’! In teoria il figlio dovrebbe essere di Logan, ma chissà 🙂

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