Tre consigli pre-parto

Oggi, mentre a malincuore facevo addormentare sua Nanezza a ritmo di Baby One More Time (Radio Nostalgia ha un effetto calmante, e forse è meglio Britney di Tatank…insomma poteva andarmi peggio) ho realizzato che quello che ci insegnano ai corsi preparto non basta. Cioè oltre a dirti che il dolore è bellissimo e catartico (balla) e che allattare è la cosa più naturale e bella del mondo (mezza balla), dovrebbero integrare con informazioni più realistiche. Per esempio, questi sono le tre cose che vorrei dire a te, che sei a 39+5, che già scalpiti e ti sei fatta ceretta e capelli perché sei convinta che tra due giorni sarai in ospedale.

 

  • Riposati. Io vorrei tornare indietro nel tempo solo per prendermi a calci in culo per tutte quelle notti dell’ultimo mese in cui non riuscivo a dormire per l’agitazione e mi alzavo alle sei per ingozzarmi di biscotti, per tutti quei pomeriggi in cui tiravo fuori dall’armadio dell’ufficio gli appunti del Politecnico di mio fratello di dieci anni fa per buttarli e riordinare e soddisfare il mio desiderio di nesting, anziché sbracarmi sul divano a poltrire. Sono arrivata in sala parto con 24 ore di veglia sul groppone perché non dormivo dalla notte prima e NON è bello partorire o farsi il travaglio in questo modo, meno che mai aspettare la montata lattea – che infatti è arrivata solo dopo aver lasciato la pupa fuori dal nido (tipo bussa e scappa) con un biglietto “torno subito” e aver dormito la bellezza di quattro ore di fila. Cercate di dormire e riposarvi il più possibile dato che poi passeranno anni prima di poter dormire di nuovo per 7-8 ore di seguito (a meno che non siate tra quelle fortunate i cui figli si sparano nove ore di sonno fin dal primo mese, in quel caso sappiate che vi odio).
  • Non fare piani. Io avevo tutto ben chiaro in mente: parto in acqua oppure epidurale. Pensavo che sicuramente avrei partorito in posizione cacca, sulla palla, a quattro zampe, appesa al lampadario o in qualsiasi altro modo che favorisse la forza di gravità. Partorire sdraiata su un lettino mi pareva scomodo e poco pratico. Ovviamente ho partorito sdraiata su un lettino. Never say never.
  • Non siete ‘gli altri’. Ovvero: smettetela di chiedere alla panettiera, alla postina, alla vicina di casa, alla mamma, sorella, zia e cugina di ottavo grado della vostra estetista come è stato il loro parto e annotare tutto nella vostra testa, da quella che ha fatto tutto in cinque minuti e dopo un giorno era già alla lezione di zumba, a quella che ha partorito dopo tre giorni di contrazioni lancinanti, induzione, manovra di comesichiamalui eccetera. Ogni parto è a sé e non ha senso fare paragoni. Questo vale anche per tutti quei consigli più o meno richiesti che vi arriveranno dopo, sull’allattamento, la nanna, i vaccini, il cambio, e così via. Ascoltate i pareri di tutti ma decidete ciò che vi sembra più sensato.
  • Nel dubbio, riservate un biglietto per la Nuova Zelanda.

Photo: jess2284 via flickr

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