Salviamo la vaquita! #operationmilagro

Carissimi aficionados di Tuta e Pigiama (a saperlo, un anno fa, che questa sarebbe stata la mia outfit quotidiana),

Per una volta ho deciso di accantonare le mie solite cazzate e parlare di un argomento serio, come del resto avrebbe dovuto essere fin dal principio. Dunque, a Natale si è tutti più buoni. C’è chi porta da mangiare ai poveri, chi dona cibo ai canili, chi da 200 euro al parroco per comprarsi lo smartpho…ah no? Va bè, ci siamo capiti. Ora vi racconto cosa voglio fare io.

Sono certa che molti di voi conosceranno l’organizzazione Sea Shepherd. Se non la conoscete, ve la introduco brevemente. E’ un’organizzazione internazionale che si occupa della salvaguardia degli oceani e in particolare si batte contro la pesca intensiva e di frodo. E’ diventata famosa per le sue azioni dirette contro le baleniere giapponesi, che gli hanno portato non pochi guai, e per le azioni di disturbo e investigazione durante il tristemente celebre massacro di Taiji, una vera e propria carneficina di cetacei. Io ho visitato una delle loro navi, la Bob Barker, mentre era attraccata a Sydney e l’impressione che ho avuto della vita dei volontari è stata di un lavoro massacrante ma allo stesso tempo eccitante e appagante. Un ragazzo ci spiegava di come avvengono le azioni di disturbo e ci mostrava una modesta ma accogliente sala comune dove l’equipaggio si riuniva nel tempo libero a guardare documentari o fare giochi di società. Mi sono sembrate persone con una passione bruciante ed un cuore enorme ed è per questo che parlo con piacere della loro ultima campagna. Ma lo faccio anche perché mi ha lasciato l’amaro in bocca.

Domanda: sapete qual è la specie di cetaceo più minacciata al mondo? Non è il narvalo, né la balenottera azzurra e nemmeno il beluga.

Si chiama vaquita (spagnolo per ‘piccola vacca’) e ne esistono solamente 97 esemplari. La vaquita, il cetaceo più piccolo del mondo, vive solo ed esclusivamente nel golfo di California e nel corso degli anni la popolazione di questo simpatico animale è stata decimata a causa di una tecnica tremenda di pesca chiamata gillnets . L’obiettivo non era il tursiope ma un altro pesce molto apprezzato in Asia (non mi stancherò mai di ripetere che TUTTO quello che facciamo e consumiamo ha conseguenze molto più complesse di quello che sembra), il totoaba. Purtroppo però le vittime indirette di questa pratica sono state anche le vaquitas, che rimangono intrappolate nelle reti finendo soffocate. Gli animali ora sono anche minacciati dall’ inbreeding dato che il loro numero è calato parecchio e che la loro riproduttività è minore rispetto ad altri cetacei.

Sea Shepherd ha lanciato l’operazione Milagro, in collaborazione con il governo messicano e alcuni biologi marini e scienziati, per sensibilizzare l’opinione pubblica e l’industria sulla situazione critica della vaquita, il cui numero cala del 18% ogni anno. In parole povere, l’animale potrebbe estinguersi entro il 2018. E giusto per non fare gli specisti, non è che il totoaba se la passi tanto meglio.

Non so voi, ma io provo sempre una stretta al cuore quando vengo a sapere che una specie sta scomparendo. E’ come perdere un pezzo di mondo, e perderlo, ancora una volta, per colpa dell’ingordigia umana, mi fa vergognare e incazzare moltissimo. Mi dico che non faccio abbastanza, che aver smesso di mangiare pesce non basta. Allora, per una volta, voglio provare a fare qualcosa in più. Ho deciso di sostenere Sea Shepherd in questa campagna e spero che facciate altrettanto. Se non potete, almeno spargete la voce, diffondete questo post con l’hashtag #operationmilagro e #savethevaquita. Non è molto, ma è meglio del nulla.

Photo: wikipedia- Paula Olson, NOAA

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