Natale sull’isola

Avere un compagno siciliano ha i suoi pro e contro. Se da un lato ti tocca discutere ogni santo giorno della superiorità della nocciola sulla mandorla e spiegare il concetto di ‘semaforo rosso’, dall’altro ci sono le estati al mare, i Natali a 20 gradi, il pane (il pane! Qualcuno mi spieghi perché in Piemonte quasi nessuno sa fare il pane!), le olive ripiene e le granite.

Questo è il primo Natale della gagnetta, il suo primo volo (non vi dico che spasso la sua carta di identità, un po’ meno constatare che negli aeroporti di Torino e Catania non esistono i fasciatoi), la sua prima volta in Sicilia. Un anno fa, lei era una possibilità talmente remota da essere impossibile. Un anno fa, di questi tempi, un perverso dio, sicuramente ubriaco si è messo a giocare con il destino, innescando sconvolgimenti e destabilizzando precari equilibri.

Ancora oggi mi guardo intorno e mi sembra di vivere la vita di qualcuno che non sono io. Come se gli ultimi 12 mesi fossero un libro che stavo leggendo un anno fa, in questo stesso posto. Come se fossero un sogno lungo e reale, ma pur sempre un sogno.

Invece basta una manina che si allunga a tirarmi un ricciolo per farmi imprecare a denti stretti, a riportarmi alla realtà.

Buon Natale.

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