Quei compleanni

Ci sono compleanni difficili da scordare. Come quello dei miei dieci anni, quando mio papà organizzò una complicatissima caccia al tesoro per me e i miei compagni di scuola. O quello dei 18, festa a casa mia in giorno scolastico. Il giorno dopo mi presentai a scuola in moto, in pigiama e in ritardo.

 
Quello dei 26 però li batte tutti. E non solo perché l’ho ‘festeggiato’ in ospedale con di fianco una bimba scimmietta ancora un po’ ricoperta di schifezze, che mi guardava con aria interrogativa, come a dire ‘Cosa esser tu?’

 
Quest’anno, il 28 settembre è arrivato 25 ore dopo la nascita di Zoe Alice. Ed è stato strano. Perché non avevo mai veramente collegato la creatura aliena che mi si muoveva nella pancia con una faccia, delle mani e degli occhi. E subito, non l’ho riconosciuta, non può essere lei, mi sono detta, mentre ancora tremavo dal dolore dell’episiotomia e dei punti – non posso ripensarci, chi ha detto che il dolore del parto si dimentica?

 
Il mio parto è stato diverso da come avevo previsto, ma la verità è che sono stata stupida a pianificarlo, perché non puoi veramente decidere come andrà qualcosa che dipende da te solo per un terzo. C’è un neonato di mezzo e poi c’è il tuo corpo. E il mio corpo ha deciso che no, non avrei partorito in acqua, né con l’epidurale, ma sul lettino nel giro di 40 minuti, dopo aver rotto il sacco con liquido tinto al primo gol di Insigne alla Juve (lo so, c’è del grottesco in tutto questo). Voleva che io spingessi ma io non potevo, non potevo accettare che decidesse lui, così alla fine mi sono beccata il famoso ‘taglietto’, senza il quale Zoe probabilmente sarebbe morta per via della dilatazione troppo veloce e della mia incapacità di collaborare.

 
Alla fine però ho partorito e non sono morta. Sembra una stupidaggine detta così ma sono sicura che diverse donne durante il parto hanno pensato almeno per un momento di stare per morire. Sono stata tre giorni in ospedale e ho iniziato a conoscere quella che per tutti era ‘mia figlia’. Eppure a me fa ancora così strano dirlo.

 
Bè, buon compleanno a noi Zoe.

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