Non è per sempre.

Il silenzio di queste settimane (ok, mesi) è una diretta conseguenza di come vivo le mie giornate da un po’ di tempo a questa parte. In silenzio, appunto. E sto in silenzio per non dirmi di avere fatto una cazzata: tornare a casa. Non so cosa mi passasse per la testa quando 8 mesi fa decisi di fare fagotto, separarmi fisicamente dal mio compagno e tornare nella lande piemontesi. Non so quali fossero le mie aspettative, forse speravo che dopo due anni passati fuori qualcosa fosse diverso. Pensavo forse di essere pronta a fermarmi e diventare come tutti, trovandomi un lavoro e una casa senza sentirmi mancare la terra sotto i piedi e l’aria nei polmoni. Mi sbagliavo. Cazzo se mi sbagliavo. Ma sono stata stupida e me lo sarei dovuta aspettare da me stessa. E se da una parte mi odio per non saper trovare soddisfazione in quello che ho o potrei avere, dall’altra provo un brivido di eccitazione quando penso che niente è ancora scritto, che non ho un posto fisso, anzi diciamocelo, non ho un soldo sulla pelle, non ho obblighi e non ho paure.

In questi giorni, mentre mi arrangio con qualche lavoretto, sto continuando a tenere d’occhio le opportunità oltreconfine. Dai dottorati, alle offerte per freelance. Dal Regno Unito alla Svezia. Nel frattempo, ho pianificato due viaggetti low cost, uno a Brighton per il VegFestival e uno a Vienna per il ponte del primo maggio. Sono pronta a ripartire, o almeno a riprovarci. Con la certezza che niente sarà per sempre.

Photo credit: martin via flickr

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